Naso e differenze tra selfie e fotocamera posteriore

Due fotocamere, due immagini dello stesso volto

Capita spesso di piacersi in una fotografia scattata con la fotocamera posteriore e riconoscersi molto meno in un selfie.

Il volto, ovviamente, non è cambiato.

A cambiare sono soprattutto la distanza di ripresa, la prospettiva, il tipo di obiettivo utilizzato e il modo in cui siamo abituati a vedere la nostra immagine.

Il naso è una delle zone in cui queste differenze diventano più evidenti.

Perché nei selfie il naso può sembrare più grande

La fotocamera frontale viene normalmente utilizzata a una distanza molto ravvicinata.

Quando l’obiettivo si trova vicino al volto, le strutture più avanzate rispetto alla fotocamera assumono maggiore peso visivo.

Il naso, trovandosi davanti rispetto a occhi, zigomi e orecchie, può quindi apparire:

  • più prominente;
  • più largo;
  • maggiormente proiettato;
  • dominante rispetto al resto del viso.

Non significa necessariamente che quelle siano le sue proporzioni percepite nella vita reale.

La distanza conta più di quanto immaginiamo

Si parla spesso di distorsione causata dagli obiettivi grandangolari degli smartphone.

In realtà, uno dei fattori fondamentali è la distanza tra fotocamera e volto.

Più avviciniamo lo smartphone, maggiore può diventare la differenza prospettica tra il centro del viso e le parti più arretrate.

La fotocamera posteriore, invece, viene spesso utilizzata da una distanza maggiore, producendo proporzioni che possono apparire più naturali.

La fotocamera posteriore racconta un volto diverso

Quando un’altra persona ci fotografa con la fotocamera posteriore, normalmente si trova a una distanza maggiore rispetto a quella utilizzata per un selfie.

Di conseguenza il rapporto visivo tra:

  • naso;
  • zigomi;
  • occhi;
  • mandibola;
  • orecchie

può apparire più equilibrato.

È uno dei motivi per cui molte persone preferiscono le fotografie realizzate da altri rispetto ai selfie molto ravvicinati.

C’è anche l’effetto specchio

Un altro elemento entra in gioco: siamo abituati a vedere il nostro volto riflesso nello specchio.

Molti selfie mostrano un’anteprima specchiata, mentre una fotografia scattata con la fotocamera posteriore può mostrare il volto nell’orientamento con cui ci vedono gli altri.

Poiché quasi tutti i volti presentano piccole asimmetrie, questa inversione può generare una sensazione di estraneità.

Non significa che una versione sia migliore dell’altra: semplicemente il cervello è più familiare con quella osservata più frequentemente.

Il naso è particolarmente sensibile alla prospettiva

Essendo la struttura più prominente del centro del volto, il naso reagisce molto alle variazioni del punto di ripresa.

Basta cambiare leggermente:

  • altezza della fotocamera;
  • inclinazione del telefono;
  • distanza;
  • rotazione della testa;

per ottenere una percezione completamente diversa del profilo e della larghezza nasale.

Questo rende il selfie poco affidabile come unico strumento per valutare le proporzioni estetiche.

Perché i social possono aumentare l’attenzione sul naso

Oggi osserviamo il nostro volto attraverso lo smartphone molte volte al giorno.

La continua esposizione a selfie ravvicinati può farci concentrare su caratteristiche che, durante una normale conversazione, vengono percepite in maniera molto diversa.

Il rischio è iniziare a considerare una distorsione fotografica come una caratteristica anatomica da correggere.

Per questo è importante distinguere tra volto reale e volto fotografato.

Cosa significa per il rinofiller

Il rinofiller può essere utilizzato, nei pazienti correttamente selezionati, per armonizzare alcuni aspetti del profilo nasale.

La decisione di intervenire, però, non dovrebbe mai essere presa esclusivamente sulla base dei selfie.

Il medico valuta il naso:

  • dal vivo;
  • frontalmente;
  • lateralmente;
  • a tre quarti;
  • in relazione a labbra e mento.

È inoltre importante ricordare che il filler aggiunge volume e non riduce realmente le dimensioni del naso.

La fotografia clinica deve eliminare le variabili

Quando si documenta un trattamento estetico, le immagini prima e dopo devono essere il più possibile standardizzate.

Dovrebbero rimanere simili:

  • distanza;
  • obiettivo;
  • posizione della testa;
  • altezza della fotocamera;
  • illuminazione.

Altrimenti una semplice variazione fotografica può far apparire il naso diverso anche in assenza di un reale cambiamento anatomico.

Quale fotocamera mostra il “vero” volto?

In realtà nessuna fotografia coincide perfettamente con la percezione dal vivo.

Il volto reale è tridimensionale, si muove e viene osservato continuamente da distanze e angolazioni diverse.

Un selfie racconta una prospettiva. Una fotografia posteriore ne racconta un’altra.

La percezione più vicina alla realtà nasce dall’insieme di tutte queste prospettive.

Conclusione

Le differenze tra selfie e fotocamera posteriore dimostrano quanto la percezione del naso dipenda dalla fotografia. Distanza, prospettiva, inclinazione dello smartphone e orientamento dell’immagine possono modificare sensibilmente l’aspetto delle proporzioni facciali.

Nel contesto della medicina estetica, quindi, il naso dovrebbe sempre essere valutato nella sua reale tridimensionalità e non attraverso una singola immagine. Prima di pensare che qualcosa sia cambiato nel proprio volto, vale la pena chiedersi se non sia semplicemente cambiato il modo in cui la fotocamera lo sta osservando.

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